Tradizione e cultura nel Made in Italy

Tradizione e cultura nel Made in Italy
Tutti i veri prodotti tipici del food and beverage Made in Italy e, in particolare, l’olio extravergine di oliva non sono soltanto sinonimi di qualità, affidabilità e sicurezza alimentare, ma anche sinonimi di tradizione e, quindi, di cultura.
Tradizione perché provengono da usi, abitudini e memorie tramandate, di fatto, attraverso generazioni di persone appassionate di agricoltura e particolarmente attente al concetto del vivere sano.
Cultura perché frutto di ampie conoscenze approfondite e consolidate nel corso delle diverse epoche, conoscenze filtrate attraverso le necessità e gli usi del tempo: è sufficiente pensare a quanto lavoro ci sia dietro alla coltivazione degli ulivi, alla raccolta, alla selezione e susseguente molitura delle olive per produrre un olio extravergine di oliva di alta qualità sul duplice versante della genuinità e del sapore.
Tradizione e cultura non si inventano: non si tratta soltanto di concetti valoriali, ma anche e soprattutto di concreta maestria nel realizzare un prodotto affidabile e sempre positivamente riconoscibile.
Anche per queste ragioni, il vero Made in Italy va difeso da chi si attribuisce false competenze: tradizione e cultura non potranno mai essere davvero copiate.

Difendere e pretendere la qualità del Made in Italy

Difendere e pretendere la qualità del Made in Italy
Ormai, è un dato di fatto: il Made in Italy alimentare è sottoposto agli attacchi di concorrenti sleali, dediti alla volgare contraffazione e alla pericolosa sofisticazione di prodotti food and beverage.
Riaffermare i valori e la tutela del Made in Italy alimentare significa, oggi più che in passato, condurre una vera e propria lotta in difesa della qualità a tavola e, di conseguenza, della salute.
Da parte dei veri produttori del vero Made in Italy, occorre riaffermare e promuovere con forza la visibilità e la qualità dei propri prodotti (olio extravergine di oliva, latticini, eccetera) e, da parte dei consumatori, occorre amplificare l’attenzione verso le etichette apposte sui contenitori dei prodotti, in modo da verificarne in concreto la vera origine e le vere caratteristiche. 
Quindi, a livello di Sistema Italia, non c’è dubbio che bisogna attivare un ulteriore circolo virtuoso fatto di controlli mirati da parte delle autorità competenti, di richieste sempre più determinate da parte dei consumatori e di maggiore visibilità da parte dei veri produttori italiani in regola: la lotta alle contraffazioni e alle sofisticazioni alimentari, oltre a richiedere un impegno di tipo congiunto da parte dei vari attori coinvolti, è una lotta per la legalità.  

La sicurezza alimentare: un bene pubblico e una priorità

Made in Italy

I consumatori italiani chiedono un crescente livello della sicurezza e dell’affidabilità sul versante alimentare: è questo quanto emerge, in pianta ormai stabile, da tutti gli studi, dalle ricerche e dai sondaggi di opinione realizzati nel nostro Paese. In particolare, l’opinione pubblica chiede alle autorità competenti di rafforzare i controlli sul territorio italiano: l’indicazione dell’origine sulle etichette, la lotta alle falsificazioni e tolleranza zero per chi sofistica gli alimenti. Ma non è solo l’opinione pubblica a chiedere tale rafforzamento: a chiederlo sono gli stessi produttori in regola che fanno della garanzia e della qualità alimentare il proprio modus vivendi quotidiano. La sicurezza alimentare è un valore al quale nessuno dei soggetti coinvolti (produttori, distributori, autorità e consumatori finali) può e deve mai sottrarsi, in particolare, in un momento come quello attuale in cui tentano di entrare nel nostro mercato sottoprodotti di provenienza estera e di dubbia qualità: occorre fare ancora meglio e di più per salvaguardare l’eccellenza insita nei prodotti tipici di punta del Made in Italy, compreso l’olio extravergine di oliva, un condimento la cui presenza è notoriamente e largamenta diffusa nelle cucine degli italiani.

L’indicazione di origine sull’etichetta dell’olio

etichetta olio

Da quest’anno, è finalmente entrato in vigore il Decreto
 emanato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 243 del 18 Ottobre 2007, recante Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine”.
L’importante ed atteso provvedimento legislativo
è entrato in vigore riscuotendo ampia soddisfazione sia da parte delle associazioni dei consumatori che da parte dei produttori orientati alla qualità: ora, è pienamente attivo l’obbligo relativo all’indicazione di origine sull’etichetta dell’olio di oliva extravergine e vergine.
Il legislatore ha recepito la necessità di introdurre una sorta di “
carta d’identità” del prodotto, effettivamente volta a offrire garanzie maggiori per i consumatori: infatti, l’indicazione dell’origine sull’etichetta è sempre più considerata come un elemento prioritario ai fini della sicurezza e dell’affidabilità alimentare.

Privilegiare la qualità dell’olio Made in Italy

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L’olio extravergine di oliva e in particolare quello da agricoltura biologica, prodotto alla cui cultura è dedicato questo blog, rappresenta, anche sul versante della qualità, uno dei fondamentali pilastri del Made in Italy alimentare.
Occorre evidenziare, una volta di più, che la qualità indiscutibile del nostro comparto food and beverage, a più riprese, è spesso chiamata a fronteggiare una concorrenza di scarso profilo proveniente da certi produttori e da certi distributori esteri che, non così raramente, propongono una sorta di surrogato copiaticcio dei prodotti italiani tipici.
Si tratta di una concorrenza che basa la propria strategia di mercato sulla semplice leva del prezzo, a scapito della vera cultura della qualità.
Anche se l’attuale congiuntura economica spinge a prestare una particolare attenzione al prezzo dei prodotti alimentari, non va dimenticato che è anche nella qualità stessa di ciò che si consuma a tavola che risiede un effettivo viatico verso abitudini salutari e, quindi, verso il benessere.
Per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva, va sempre ricordato che la qualità dipende dalle modalità tramite le quali le olive vengono coltivate, raccolte e, poi, molate.
Si tratta di un procedimento articolato e complesso che richiede un’estrema cura, una scrupolsa attenzione a determinati standard riferiti sia alla qualità che alla affidabilità alimentare.
Tutto ciò, inoltre, deve avvenire nel massimo rispetto per la migliore tradizione produttiva e, soprattutto, per il consumatore finale.
Ecco perché è sempre più necessario, oggi più che in passato, tutelare e privilegiare i veri prodotti tipici doc del Made in Italy locale.

La certificazione ICEA dell’olio extravergine di oliva

olivi biologici

Le coltivazioni di olive da agricoltura biologica utilizzate per la produzione di olio extravergine di oliva rappresentano la massima espressione della qualità e dell’affidabilità alimentare: è sulla base di questo significativo valore che la certificazione ICEA, come disposto dal Regolamento CEE 2092/91 e dal D.M. 220/95, attesta la totale conformità ai parametri del metodo di produzione biologica.
Su base trimestrale, le coltivazioni vengono sottoposte a rigorose visite ispettive relative, in particolare, ai prodotti impiegati per la fertirrigazione e per la concimazione.
L’obiettivo delle visite ispettive consiste nel verificare la corrispondenza totale ai parametri fissati dalla legge: ciò, oltre a essere un riconoscimento di assoluto valore e una indubbia gratificazione per l’azienda biologica, è anche un’estrema garanzia di qualità per i consumatori.
Nell’attuale scenario dei prodotti alimentari, l’agricoltura biologica non è soltanto un metodo di produzione orientato a rispetta la salute dell’uomo e dell’ambiente, ma anche un modello di sviluppo sostenibile capace di valorizzare la qualità delle risorse che stanno alla base del miglior food and beverage tipico proprio del Made in Italy.