Trofie al pesto di rucola, olive e pomodorini

Trofie al pesto di rucola, olive e pomodorini

Trofie al pesto di rucola, olive e pomodorini

Ingredienti
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200 grammi di trofie, 60 grammi di rucola, 5 pomodorini, 12 olive verdi denocciolate, 40 grammi di pinoli,
40 grammi di formaggio Parmigiano Reggiano, olio extravergine di oliva biologico, 1 spicchio d’aglio e sale.
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Preparazione
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Dopo averla lavata con cura, mettere in una scodella la rucola insieme al Parmigiano Reggiano e ai pinoli.
Aggiungere 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva biologico
e frullare con cura tutto il composto.
Dopo avere tagliato i pomodorini a metà, dorare lo spicchio d’aglio in una padella
con un po’ di olio extravergine di oliva biologico,
unire i pomodorini e saltarli per pochi minuti.
Dopo aver cotto le trofie, rigirarle con cura nella padella insieme ai pomodorini.
A fiamma spenta, aggiungere sia il pesto di rucola che le olive verdi denocciolate e amalagamare tutto.
Servire in tavola e gustare.

Caso di contraffazione di olio d’oliva scoperto dalla Guardia di Finanza

GDF
Scoperto dalla Guardia di Finanza di Siena un grave caso di contraffazione di olio d’oliva: l’olio veniva acquistato all’estero, adulterato ricorrendo anche a “deodoranti” e venduto ad alcune aziende imbottigliatrici come olio extravergine di oliva.
Le indagini hanno portato al rinvio a giudizio di nove persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio aggravata e continuata.
Non ci si stancherà mai di ribadire l’importanza assoluta di tutelare sia i consumatori e sia le tante imprese corrette del comparto oleario: i controlli da parte delle Autorità competenti rappresentano, oggi più che in passato, una garanzia e un supporto costante alla tutela del vero Made in Italy alimentare.
Occorre, da parte di tutti, continuare a tenere alta l’attenzione sulla qualità e sull’affidabilità alimentare.

Ufficio Stampa Olio Biologico Casalino
Marco Mancinelli –
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Olio Biologico: come riconoscerlo

Olio Biologico: come riconoscerlo

Olio Biologico: come riconoscerlo

Come riconoscere un vero olio extravergine di oliva da agricoltura biologica e cosa deve leggere il consumatore sull’etichetta apposta sulla confezione del prodotto?
Occorre fare attenzione: infatti, ciò che si legge sull’etichetta, in qualche caso, non è sufficiente a garantire la qualità di un olio biologico.
Di certo, si è in presenza di una significativa garanzia di qualità quando l’etichetta del prodotto riporta la dicitura DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Inoltre, è estremamente importante conoscere anche la provenienza geografica delle olive: va da sé che se sono state lavorate presso un frantoio aziendale offrono un maggior livello di garanzia, dato che esso permette la lavorazione delle olive dopo brevissimo tempo dal momento della raccolta, conferendo al prodotto finale, all’olio, elevati valori sul versante nutrizionale.
Particolarmente consigliabile al consumatore è l’individuazione della dicitura “spremitura a freddo“, cioè eseguita al di sotto di una temperatura pari a 27 gradi: ciò assicura sia un gusto bilanciato e sia importanti proprietà organolettiche all’olio.
Cercare la certificazione biologica, inoltre, non fa che offrire una garanzia ulteriore, dato che il settore del biologico, anche nel nostro Paese, è generalmente sottoposto a verifiche particolarmente più rigide e approfondite.
Leggere con attenzione ciò che viene riportato sull’etichetta consente di evitare quei prodotti contraffatti che tutto hanno tranne di affidabile per il consumatore: per fare un esempio eloquente, è sufficiente ricordare alcune truffe scoperte, negli ultimi anni, dai militari del Nucleo Antifrodi dell’Arma dei Carabinieri (NAS), consistenti in olive rancide provenienti da Paesi esteri, deodorate a livello chimico e utilizzate per la preparazione di olio extravergine di oliva falso.
Tenere alta l’attenzione rivolta a questi dettagli rappresenta una garanzia importante sia per il consumatore e sia per le aziende serie del comparto.

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Categorie di Olio di Oliva

Categorie di Olio di Oliva

Categorie di Olio di Oliva

 

Conoscere l’olio di oliva permette una migliore conoscenza
ai fini delle proprie abitudini alimentari.
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ICEA, Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale: una garanzia per il biologico

ICEA, Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale

ICEA, Istituto Certificazione Etica e Ambientale

Come viene garantita l’effettiva affidabilità del termine biologico?
Si tratta di una domanda che, non di rado, un numero crescente di consumatori e di osservatori pone nell’ambito delle discussioni relative al mondo del biologico.
Un ruolo particolarmente significativo viene svolto dall’ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale), il consorzio che controlla e che certifica le aziende che svolgono la propria attività nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, in modo da tutelare sia la dignità dei lavoratori e, attenzione, sia i diritti dei consumatori.
Dal sito web dell’Istituto, si apprende che, con circa 13.000 aziende controllate a forte valenza etica, ambientale e sociale, 300 tecnici e 28 strutture operative territoriali presenti in Italia e all’Estero, ICEA si segnala come tra i più importanti organismi del settore in Italia e in Europa, territori dove opera allo scopo di favorire uno sviluppo equo e socialmente sostenibile che proprio dall’agricoltura biologica si estende agli altri settori del bioecologico.
Le certificazioni effettuate da ICEA riguardano sia il settore Food (comparto agroalimentare biologico e acquacoltura biologica) e sia quello Non Food (cosmesi e detergenza bio, tessile ecologico, arredamento ecologico, turismo sostenibile, materiali per la bioedlizia, gestione sostenibile degli spazi verdi, certificazione SA8000).
ICEA, inoltre, realizza attività di ricerca e sviluppo orientate alla promozione dell’innovazione ecologica dei prodotti e dei realtivi processi produttivi, si occupa di specifiche attività formative rivolte a operatori e tecnici professionisti del settore biologico ed è attiva in un cospicuo numero di progetti di cooperazione internazionale oltre che sul territorio italiano, dove, insieme a Biol Italia (Associazione per il Miglioramento dei Prodotti da Agricoltura Biologica), organizza premi, eventi e campagne di sensibilizzazione rivolte a diffondere e condividere la cultura, i saperi e i valori legati al biologico.
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Controlli in corso per la tutela del Made in Italy agroalimentare

Controlli in corso per la tutela del Made in Italy agroalimentare

Controlli in corso per la tutela del Made in Italy agroalimentare

È partito il Piano Nazionale dei Controlli a Tutela dei Consumatori 2014 da parte del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari: nell’ambito del programma, sono previste apposite verifiche straordinarie su tutto il territorio italiano in merito alla filiera agroalimentare.
Il Piano è parte integrante della strategia di lotta alla contraffazione e alla repressione delle frodi nel comparto agroalimentare.
Veniamo ai primi numeri resi noti dall’Istituzione: dall’inizio del 2014, controllate 87 aziende del comparto agroalimentare ed effettuate operazioni di sequestro di prodotti risultati privi della tracciabilità prescritta dalla legge, indubbiamente contraffatti e riportanti diciture illecite riferite a noti marchi D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta), I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta), S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita) e Biologici che avrebbero tratto in inganno i consumatori.
Sono state interessate dai provvedimenti di sequestro oltre 219.000 etichette irregolari.
Sul versante internazionale, il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari ha provveduto a sollecitare l’attivazione di apposite procedure di cooperazione internazionale di polizia sulle reti Interpol ed Europol ai fini della tutela del Made in Italy all’estero per alcuni casi specifici segnalati dai vari Consorzi di Tutela.
Nel corso del 2013, il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari aveva già effettuato controlli su oltre 3.000 aziende del comparto agroalimentare, sequestrando più di 9.000 tonnellate di prodotti e oltre 3 milioni di etichette illegali, segnalando all’Interpol ben 70 casi di falso Made in Italy all’estero.
Inoltre, l’accertamento di più di 28 milioni di euro di finanziamenti illeciti ai danni dello Stato e dell’Unione Europea ha portato al sequestro di beni quasi 7 milioni di euro, con 2.055 autori di reato deferiti alla autorità giudiziaria competente.
La lotta alle contraffazioni e alle frodi agroalimentari va considerata una priorità assoluta per la tutela sia dei consumatori e sia delle tantissime aziende corrette del comparto: occorre sempre tenere in ampia considerazione questo principio e i valori in esso contenuti per la salvaguardia del vero Made in Italy, uno dei reali punti di forza del nostro Paese.
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Olio di Oliva Italiano: NO alle truffe

SÌ AL VERO OLIO DI OLIVA ITALIANO

SÌ AL VERO OLIO DI OLIVA ITALIANO

Dati ISTAT 2013: l’export italiano di olio di oliva negli USA ha subito una flessione che si aggira interno al 13% anche a causa delle truffe che colpiscono i tanti produttori onesti del comparto e che sono state denunciate più volte dalla stampa statunitense, in particolare con la serie di vignette realizzate da Nicholas Blechman e pubblicata sul “New York Times” con il titolo “Il suicidio dell’extravergine. L’adulterazione dell’olio di oliva italiano”, serie ispirata dal blogger e giornalista americano Tom Mueller, da tempo stabilitosi in Italia e autore del libro “Extraverginità”.
Dall’analisi dei dati ISTAT del 2013, inoltre, emerge che viene spedita negli Stati Uniti quasi 1 bottiglia di olio su 3 confezionate in Italia appositamente per il mercato estero.
Va da sé che la contrazione del mercato USA ha causato la diminuzione delle esportazioni mondiali di olio di oliva confezionato nel nostro Paese pari a circa il 9%.
L’Italia resta il secondo produttore mondiale di olio di oliva (dopo la Spagna) con circa 250 milioni di piante ubicate su oltre 1 milione di ettari di terreno agricolo, vero, ma il nostro Paese è anche  il principale importatore mondiale.
Si stima che il fatturato del comparto ammonti a circa 2 miliardi di euro, con un impiego di manodopera pari a 50 milioni di giornate lavorative.
Questi dati non possono che far riflettere e, come più volte sottolineato dalla Coldiretti, risulta sempre più necessario adottare ulteriori iniziative concrete finalizzate a garantire sia l’autenticità che la trasparenza della produzione italiana di olio di oliva, rendendo pienamente operativa la cosiddetta “Legge Salva Olio”, già approvata nel Febbraio 2013: la concreta qualità dell’olio di oliva Made in Italy e i suoi tanti onesti produttori meritano di essere maggiormente tutelati.

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Olio extravergine di oliva italiano: occhio alle contraffazioni

olive italiane

olive italiane

È un dato di fatto: il nostro Paese vanta una produzione che supera le 500.000 tonnellate di olio di oliva all’anno e, di conseguenza, occupa il secondo posto a livello mondiale come produttore di questo pregiato condimento.
Ma c’è un dato che sembra sfuggire a molti, moltissimi osservatori: ogni anno, l’Italia importa più di 600.000 tonnellate di olio di oliva da Paesi esteri, in particolare dalla Grecia e dalla Spagna.
In base a quanto riportato in un recente report stilato dall’Unione Europea, l’olio extravergine di oliva risulta essere il prodotto alimentare maggiormente soggetto a contraffazioni.
Basta dare uno sguardo al livello dei prezzi praticati al consumatore finale: il costo di una bottiglia di olio extravergine italiano DOPIGP, in base alla zona di provenienza e alla qualità, varia mediamente da 8 a 11 euro (circa).
Eppure, lungo i reparti dei supermercati, si ha spesso occasione di trovare olio extravergine di oliva “100% italiano” proposto al pezzo di 3 euro alla bottiglia.
A parere di Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano), una bottiglia di olio extravergine di oliva “100% italiano” non può costare meno di 6 euro.
Ecco, allora, che cresce sempre di più la necessità di scegliere con attenzione ciò che è presente all’interno dei tanti canali della distribuzione alimentare: studio dell’etichetta, riflessione sul prezzo proposto riferito sia alla qualità che alla provenienza delle olive e NON al luogo di imbottigliamento.
Il vero olio extravergine di oliva Made in Italy è soltanto quello prodotto con olive italiane: ecco un elemento da cui partire prima di effettuarne un acquisto.

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Nuove norme UE per l’olio di oliva: occorre andare oltre

OLIVE ITALIANE

OLIVE ITALIANE

Nel Novembre 2013, sono entrate in vigore nuove norme UE relative all’etichettatura e alla commercializzazione di olio di oliva: secondo qualificati osservatori del settore, si tratta di un passo avanti, ma non ancora sufficiente a tutelare il prodotto Made in Italy.
Le modifiche che sono state apportate alla normativa comunitaria, infatti, non includono la globalità delle richieste provenienti dal mondo olivicolo italiano, richieste che tuttora interessano ulteriori aspetti certamente non secondari: in particolare, l’obbligo di utilizzo nella ristorazione di tappi antirabbocco e il divieto di uso di oliere e di simili recipienti riutilizzabili più volte.
Le modifiche alle modalità di etichettatura sembrano, invece, andare nella giusta direzione per quanto concerne l’inclusione delle informazioni riferite alle caratteristiche e all’origine dell’olio nel medesimo campo visivo.
Tuttavia, non è stata imposta una grandezza minima dei caratteri tale da agevolare una lettura precisa, immediata e semplice da parte dei consumatori.
Inoltre, andrebbero impiegate dimensioni dei caratteri collegate alle dimensioni dei recipienti stessi, sempre nell’ottica di una lettura corretta.
Soprattutto, aver derubricato la questione relativa all’eventuale obbligo di utilizzo di tappi antirabbocco affidandola alla mera discrezionalità degli Stati Membri dell’Unione Europea, indebolisce gli stessi produttori di olio di oliva, oltre a danneggiare l’idea di una politica agricola e di mercato comune.
Non c’è dubbio che, in Europa, persiste il bisogno di regole realmente condivise e applicate con modalità omogenee su tutto il territorio comunitario: non ci si deve fermare ad approcci di tipo diversificato che influenzano la libera concorrenza degli operatori dei vari Paesi UE e la trasparenza delle informazioni nei confronti dei consumatori.
I nostri rappresentanti istituzionali presenti a Bruxelles dovranno tenere in ampia considerazione questi aspetti per tutelare con più decisione anche l’olio di oliva italiano, la cui stragrande maggioranza di produttori è in linea con i valori della qualità complessiva rivolta al consumatore nazionale ed estero.

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L’olio extravergine di oliva assimilabile al latte materno

L'olio extravergine di oliva assimilabile al latte materno

L’olio extravergine di oliva assimilabile al latte materno

L’olio extravergine di oliva di qualità è il grasso naturale più simile al latte materno, in termini sia di Omega 6 che di Omega 3, noti composti ad alto valore salutistico, ma soltanto se l’olio è stato prodotto osservando le modalità proprie di un corretto lavoro presso il frantoio: è quanto emerge da un’analisi proveniente dall’Istituto di Genetica Vegetale istituito presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Inoltre, viene sottolineato che il consumo giornaliero di olio extravergine di oliva di qualità risulta particolarmente salutare per il contenuto di oleuropeina, una specifica componente presente nell’olio che rende maggiormente elastiche le arterie, abbassando la pressione arteriosa e riducendo il processo arteriosclerotico.
L’oleuropeina concorre a formare il sapore amaro delle olive, mentre l’oloeocantale è la sostanza che rende piccante il sapore dell’olio quando è davvero di buona e affidabile qualità.
Sempre in ambito salutistico, l’oleocantale ha proprietà antinfiammatorie dal momento che riproduce gli effetti dell’ibuprofene (principio attivo che rientra nella famiglia dei farmaci antinfiammatori non steroidei).

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