Una TAC per smascherare l’olio extravergine di oliva contraffatto

Una TAC per smascherare l'olio extravergine di oliva contraffatto

Una TAC per smascherare l’olio extravergine di oliva contraffatto

A supporto del contrasto all’olio extravergine di oliva contraffatto, scende in campo la prima “TAC salva olio” che, oltre a individuare i casi di frode, aiuterà i produttori impegnati nella lotta alla contraffazione.

Come comunicato di recente dalla Coldiretti, la novità è stata presentata in occasione della Giornata Nazionale dell’Extravergine Italiano: nello specifico, si tratta di un macchinario ad hoc realizzato dal gruppo di ricerca del Laboratorio di Chimica Generale e Inorganica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento, diretto dal Professor Francesco Paolo Fanizzi, da tempo impegnato nella caratterizzazione di oli extravergine di oliva (sia blend che monovarietali).

L’innovativo strumento tecnologico utilizza la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR), in combinazione con l’analisi statistica multivariata, in modo da individuare la reale identità dell’olio di oliva e smascherare le eventuali frodi.

Per quanto riguarda la procedura, il campione di olio viene diluito in cloroformio deuterato per essere poi trasferito in un tubo per la risonanza magnetica nucleare, dove viene analizzato nell’arco di pochi minuti.

In sostanza, la TAC ricava una “fotografia” di tutto ciò è contenuto nell’olio, realizzando un’immagine che viene, in seguito, visualizzata su un apposito monitor.

Il campione dell’olio in esame viene confrontato con quelli contenuti nel data base di riferimento, dove sono presenti le diverse varietà degli oli italiani, per appurare se ha le medesime caratteristiche o meno.

Quindi, utilizzando sia la cultivar (la varietà di pianta) e sia la provenienza geografica come discriminante, oggi, diventa possibile compiere un’analisi ancora più approfondita del prodotto in relazione alla sua stessa origine geografica, ottenendo significativi risultati sia per gli oli caratterizzati fenotipicamente che per gli oli prodotti con l’utilizzo di micromolitore e arricchiti da uno scrupoloso esame del genotipo.

Ufficio Stampa Olio Biologico Casalino
Marco Mancinelli – casalino.marketing@teletu.it
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Olio di Oliva Italiano: NO alle truffe

SÌ AL VERO OLIO DI OLIVA ITALIANO

SÌ AL VERO OLIO DI OLIVA ITALIANO

Dati ISTAT 2013: l’export italiano di olio di oliva negli USA ha subito una flessione che si aggira interno al 13% anche a causa delle truffe che colpiscono i tanti produttori onesti del comparto e che sono state denunciate più volte dalla stampa statunitense, in particolare con la serie di vignette realizzate da Nicholas Blechman e pubblicata sul “New York Times” con il titolo “Il suicidio dell’extravergine. L’adulterazione dell’olio di oliva italiano”, serie ispirata dal blogger e giornalista americano Tom Mueller, da tempo stabilitosi in Italia e autore del libro “Extraverginità”.
Dall’analisi dei dati ISTAT del 2013, inoltre, emerge che viene spedita negli Stati Uniti quasi 1 bottiglia di olio su 3 confezionate in Italia appositamente per il mercato estero.
Va da sé che la contrazione del mercato USA ha causato la diminuzione delle esportazioni mondiali di olio di oliva confezionato nel nostro Paese pari a circa il 9%.
L’Italia resta il secondo produttore mondiale di olio di oliva (dopo la Spagna) con circa 250 milioni di piante ubicate su oltre 1 milione di ettari di terreno agricolo, vero, ma il nostro Paese è anche  il principale importatore mondiale.
Si stima che il fatturato del comparto ammonti a circa 2 miliardi di euro, con un impiego di manodopera pari a 50 milioni di giornate lavorative.
Questi dati non possono che far riflettere e, come più volte sottolineato dalla Coldiretti, risulta sempre più necessario adottare ulteriori iniziative concrete finalizzate a garantire sia l’autenticità che la trasparenza della produzione italiana di olio di oliva, rendendo pienamente operativa la cosiddetta “Legge Salva Olio”, già approvata nel Febbraio 2013: la concreta qualità dell’olio di oliva Made in Italy e i suoi tanti onesti produttori meritano di essere maggiormente tutelati.

Ufficio Stampa Olio Biologico Casalino
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Olio d’oliva Made in Italy: export in crescita del 10%

Olio d’oliva Made in Italy: export in crescita del 10%

Olio d’oliva Made in Italy: export in crescita del 10%

In aumento la richiesta di olio d’oliva Made in Italy sui mercati internazionali: infatti, le esportazioni relative al 2013 riportano una crescita pari a +10%, per un valore che si aggira intorno ai 1,3 miliardi di euro.
Ciò è quanto emerge da una recente proiezione della Coldiretti sulla base dei dati ISTAT riferiti ai primi sette mesi dell’anno in corso, elaborata in occasione della diffusione delle stime produttive sulla campagna olivicola 2013/2014.
L’aumento più consistente in valore proviene dai Paesi emergenti: in particolare, +32% in Oceania e +16% in Asia.
A risultare in fase di crescita sono anche le aree geografiche tradizionalmente importatrici, con un +10% nei Paesi menbri dell’Unione Europea e con un +6% negli USA.
All’interno del mercato europeo, il maggior consumatore dell’olio Made in Italy è la Germania, Paese che riporta un incremento riferito alle proprie importazioni di olio italiano pari a +5% rispetto al 2012.
In tale scenario, risultano positive le significative modifiche approvate dalla Commissione Europea allo scopo di facilitare la prevenzione di pratiche fraudolente nel settore sotto la spinta della  Legge Mongiello, la cosiddetta “Legge Salva Olio Made in Italy”.
Le variazioni apportate dalla Commissione Europea al Regolamento n. 2568/91 prevedono, infatti, il decremento graduale dei limiti di etil esteri consentiti: nello specifico, si tratta di 40 mg/kg per la campagna 2013/2014, di 35 mg/kg per il 2014/2015 e di 30 mg/kg per le campagne successive.

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