Olio Extravergine di Oliva e Frodi in Commercio

Olio Extravergine di Oliva e Frodi in Commercio

Olio Extravergine di Oliva e Frodi in Commercio

Frode in commercio e vendita mendace: sono questi i gravi reati contestati dalla Procura della Repubblica di Torino ai rappresentanti legali di una decina di aziende del settore oleario italiano.

In sostanza, stando agli atti giudiziari, le aziende (alcune recentemente acquisiti da gruppi stranieri) coinvolte nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Raffaele Guariniello non solo immettevano nei vari canali italiani del retail olio di oliva spacciandolo per olio extravergine di oliva, ma lo presentavano come olio di provenienza italiana.

L’indagine ha avuto inizio pochi mesi fa e ha tratto spunto dalla segnalazione di una testata giornalistica specializzata.

I preposti laboratori delle Agenzie delle Dogane, in seguito, hanno provveduto a esaminare campioni prelevati dal Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) dell’Arma dei Carabinieri e hanno verificato alcuni casi irregolari.

Già nel corso del 2014, l’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha eseguito più di 6.000 controlli sul comparto oleario che hanno portato a sequestri per circa 10 milioni di euro.

Nel caso specifico relativo all’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torino e stando a varie indiscrezioni apparse su vari organi di informazione, emergerebbe addirittura dei cospicui quantitativi del prodotto messo in vendita dalle aziende indagate come olio extravergine di oliva soltanto il 16% sarebbe realmente Made in Italy, mentre il restante 84% di provenienza estera.

Tra le tante e più che legittime domande poste da molti consumatori on line, postando sia sui vari canali social che sui forum, da segnalare, in particolare, è la seguente: “Chissà da dove arriva quest’olio che di extravergine non ha nulla, dato che una bottiglia era messa in vendita a circa 4 euro, mentre un vero olio extravergine costa in media oltre 8 euro?”.

Secondo quando sottolineato da Coldiretti, a favorire le frodi è il record raggiunto dalle importazioni del prodotto, con l’arrivo da Paesi esteri, durante il 2014, di circa 666.000 tonnellate di olio di oliva e sansa, con un aumento pari al +38% rispetto al 2013.

L’organizzazione degli imprenditori agricoli, inoltre, sottolinea che il nostro Paese, oltre a essere il secondo produttore mondiale di prodotti oleari, è anche, come si legge in una nota, “il primo importatore mondiale di olio di oliva che viene spesso mescolato con quello nazionale per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. Un comportamento che favorisce le frodi che vanno combattute anche con l’applicazione della disciplina del settore”.

La vicenda, di per sé grave sia per gli interessi dei tanti onesti produttori italiani e sia per i diritti dei consumatori, non può che confermare l’estrema importanza della tutela del vero Made in Italy anche nel comparto dell’olio extravergine di oliva.

Ufficio Stampa Olio Biologico Casalino
Marco Mancinelli – casalino.marketing@teletu.it
http://www.tenutailcasalino.com/ (sito web aziendale)
https://oliobiologicocasalino.wordpress.com/ (blog aziendale)

Olio Biologico: come riconoscerlo

Olio Biologico: come riconoscerlo

Olio Biologico: come riconoscerlo

Come riconoscere un vero olio extravergine di oliva da agricoltura biologica e cosa deve leggere il consumatore sull’etichetta apposta sulla confezione del prodotto?
Occorre fare attenzione: infatti, ciò che si legge sull’etichetta, in qualche caso, non è sufficiente a garantire la qualità di un olio biologico.
Di certo, si è in presenza di una significativa garanzia di qualità quando l’etichetta del prodotto riporta la dicitura DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Inoltre, è estremamente importante conoscere anche la provenienza geografica delle olive: va da sé che se sono state lavorate presso un frantoio aziendale offrono un maggior livello di garanzia, dato che esso permette la lavorazione delle olive dopo brevissimo tempo dal momento della raccolta, conferendo al prodotto finale, all’olio, elevati valori sul versante nutrizionale.
Particolarmente consigliabile al consumatore è l’individuazione della dicitura “spremitura a freddo“, cioè eseguita al di sotto di una temperatura pari a 27 gradi: ciò assicura sia un gusto bilanciato e sia importanti proprietà organolettiche all’olio.
Cercare la certificazione biologica, inoltre, non fa che offrire una garanzia ulteriore, dato che il settore del biologico, anche nel nostro Paese, è generalmente sottoposto a verifiche particolarmente più rigide e approfondite.
Leggere con attenzione ciò che viene riportato sull’etichetta consente di evitare quei prodotti contraffatti che tutto hanno tranne di affidabile per il consumatore: per fare un esempio eloquente, è sufficiente ricordare alcune truffe scoperte, negli ultimi anni, dai militari del Nucleo Antifrodi dell’Arma dei Carabinieri (NAS), consistenti in olive rancide provenienti da Paesi esteri, deodorate a livello chimico e utilizzate per la preparazione di olio extravergine di oliva falso.
Tenere alta l’attenzione rivolta a questi dettagli rappresenta una garanzia importante sia per il consumatore e sia per le aziende serie del comparto.

Ufficio Stampa Olio Biologico Casalino
Marco Mancinelli –
casalino.marketing@teletu.it
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